Le vie cave, passaggi di tufo tra Pitigliano, Sovana e Sorano
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Le vie cave, un labirinto di camminamenti rupestri scavato dagli Etruschi, sono lunghi e profondi percorsi tracciati scavando per circa venti metri la roccia, lunghi circa un chilometro e larghi tre metri: sembrano degli enormi corridoi che s'addentrano all'interno della roccia. Tra Pitigliano, Sorano e Sovana le cosiddette "tagliate"sono circa una cinquantina. Quale mistero si nasconde in questi colossali corridoi? Perchè sono stati realizzati? Quale era la loro funzione?


Forse percorsi sacri, forse realizzati per difesa, comunque percorsi estremamente interessanti perchè grazie alla particolare escursione termica si è naturalmente realizzato nel corso degli anni un prezioso orto botanico naturale. Per alcuni studiosi sono nate originariamente in un contesto di culto della terra, dove in primo piano vi era l'utilizzo dell'acqua, per poi divenire dei percorsi sacri e funerari, utilizzati per delle speciali processioni e per altre cerimonie connesse al culto dell'oltretomba. A Sovana si trova la Via Cava San Sebastiano, una delle più grandi tagliate della zona che si sviluppa in altezza. Scavati nel tufo compaiono spesso i tagli per lo scolo delle acque, realizzati lungo le pareti. Non mancano tabernacoli medievali con immagini sacre, tra cui la Madonna, che servivano a proteggere i viandanti dal diavolo che, secondo la tradizione popolare, spesso vagava in queste zone. Nella vicina Via Cava del Covone una croce uncinata: una svastica, il sole ruotante, il simbolo della vita. Accanto la scritta vertne che rimanda al Dio Etrusco Veltha.

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Nei pressi le tombe di Ildebranda e quella della Sirena. La tomba di Ildebranda si suppone sia stata eretta intorno al III a.C. ed era ricoperta da stucchi policromi: dal bianco delle colonne al rosso e verde dei motivi vegetali. Purtroppo di tutto questo rimane solo un'unica colonna affrescata con grifoni, un'oca, una figura umana e tralci vegetali.

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Intorno a Sorano si contano almeno una decina di vie cave, distanti pochi metri una dall'altra, tra cui la Via Cava di San Rocco. Se da Pitigliano si va verso Sovana lungo Via Cava di San Giuseppe si scoprono all'interno di un'edicola i resti di un affresco con l'effigie del santo omonimo. Poco più avanti si presenta, solitaria e suggestiva, la Fontana dell'Olmo. Ogni anno, la notte del 19 marzo, la Via Cava di San Giuseppe viene attraversata da una processione di giovani che portano sulle spalle delle grandi torce formate da fasci di canne. Percorrendo di corsa la via cava i giovani raggiungono la valle del Lente per risalire la rupe entrando nel paese vecchio dove danno fuoco ad una grande pira purificatrice, simbolo di rinnovamento e di buon auspicio.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 marzo 2008 )