| Pitigliano, la Piccola Gerusalemme |
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Pitigliano è nota anche come la Piccola Gerusalemme, in quanto già in epoca feudale ha ospitato una rilevante comunità ebraica (attualmente composta da poche persone). Una storia esemplare di integrazione da scoprire e riproporre. Quell'esempio di integrazione si ritrova ancora nel Ghetto con la Sinagoga, dove molte coppie, provenienti da ogni parte del mondo, vengono a sposarsi. Recentemente restaurata,
ha recuperato il suo arredo, con l'Aron (Arca Santa) sul fondo, la Tevà (il
pulpito) al centro, il matroneo in alto (dove siedono le donne ed
assistono alle funzioni dietro le grate). Sotto la Sinagoga si sviluppano vari ambienti scavati nel tufo: il bagno rituale,
il macello e la cantina kasher, il
forno degli azzimi (per cuocere il pane non lievitato), la tintoria. CANTINA Nel locale veniva prodotto il vino Kasher (Kasher: adatto ad essere consumato, perché prodotto seguendo le regole previste dal rito ebraico). Anche oggi, nella Cantina Cooperativa di Pitigliano, viene prodotto questo vino, sotto la guida di un rabbino, secondo le regole; i recipienti devono essere precedentemente lavati per molte ore sotto l'acqua corrente. Non devono esservi additivi a base di caseina. Le norme che regolano l'alimentazione ebraica vietano che si consumino nello stesso pasto cibi a base di carne e latticini: un vino che contenesse additivi a base di caseina non si potrebbe bere mangiando carne. Il vino viene pastorizzato ad una temperatura più elevata del solito. La produzione viene seguita dalla raccolta delle uve fino all'imbottigliamento. MUSEO DI CULTURA EBRAICA Raccolta di numerosi oggetti tipici del culto ebraico. Nel museo e nel corridoio sono presenti quadri murali che illustrano le festività e le solennità ebraiche: La stanza in cui il museo è ubicato è stata individuata come il primo luogo di culto e di studio, agli inizi dell'insediamento della comunità. Sopra la stessa stanza, nel 1598, è stata costruita l'attuale Sinagoga. MACELLO KASHER Nel locale venivano macellati secondo il rito, da una persona esperta addetta alla macellazione (shochet), gli animali permessi (pollame e ruminanti con lo zoccolo spaccato - ovini, caprini, cervidi). La macellazione avviene con taglio delle carotidi, effettuata con un solo colpo netto e rapidissimo: l'animale perde istantaneamente la coscienza, perchè il sangue che sgorga a fiotti non irrora più il cervello; così la sofferenza è minima. La legge ebraica vieta l'uso del sangue, perche "il sangue è la vita". FORNO DELLE AZZIME Serviva esclusivamente per la cottura dei dolci di Pasqua e del pane azzimo, per tutta la comunità, per tutti gli otto giorni di Pasqua. Veniva aperto una volta all'anno. Fu usato per l'ultima volta per la Pasqua del 1939, prima che la Comunità interrompesse il suo culto a causa delle leggi razziali. TINTORIA Le stanze erano adibite a bottega artigiana (tintoria). È testimoniato dalle vasche ritrovate. All'ingresso, sulla destra dello stipite, l'incavo leggermente obliquo dove veniva posta la "mezuzà". Mezuzà: stipite della porta; per estensione mezuzà è il rotolino di pergamena, racchiuso in un astuccio, con scritto il brano del Deuteronomio 6, 4-9 ("Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno"...) e altri versetti biblici.
Orario di apertura Invernale: 10.00 - 12.30 e 15.00 - 17.30 Estivo: 10.00 - 12.30 e 16.00 - 19.00 Chiuso il lunedì. Nei giorni di sabato e delle altre festività ebraiche la Sinagoga è aperta solamente al culto. Su appuntamento è possibile anche visitare il Cimitero Ebraico. Per informazioni: 0564/616006 - 339/7013020 |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 marzo 2008 ) |
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